RadiocorriereTV  n°48    3/12/02
 Articolo di  Umberto Piancatelli

Dell'articolo è stata copiata la parte relativa al libro a fumetti di Don Backy 'Clanyricon'

............Come risposta all'uscita del Cd dell'Adriano nazionale, Don Backy, il suo ex luogotenente, ha mandato nelle librerie Clanyricon. " E' un libro a fumetti" spiega Don Backy "che nel titolo si rifà all'opera di Petronio e racconta la storia del Clan dal '62 al '68, cioè dalla mia entrata fino all'uscita. C'è l'appartenenza al Clan di Guidone, Ricky Gianco, Detto Mariano, La ragazza del Clan (Milena Cantù n.d.r), Gino Santercole e ovviamente Celentano. Tutti loro li ho voluti 'strizzare' tirandone fuori gli aspetti poco conosciuti come tic e manie. La satira mi ha aiutato ad amplificare i difetti attraverso le battute sarcastiche e salaci. Penso che anche i personaggi coinvolti siano contenti per il modo in cui li ho trattati. Dopo quarant'anni, credo che sia il caso di riderci sopra. E' una nuova sfida artistica non per dimostrare la mia versatilità, ma per misurare le mie capacità, mentre la passione è nata quando ho visto i disegni di Ugo Pratt". Impegnato a registrare un nuovo disco, con il quale vorrebbe partecipare al prossimo Festival di Sanremo, Don Backy si è avvicinato al fumetto nel 1978, anno in cui realizzò Sognando andato in onda su Raidue. Successivamente ha realizzato un fumetto in versi, L'inferno, in cui collocava tutti coloro che avevano attraversato la sua vita. Poi all'inizio degli anni Ottanta ha iniziato a lavorare a Clanyricon. "Non l'ho scritto tutto d'un fiato, ma l'ho buttato giù nei ritagli di tempo, come faccio quando la cosa non è attinente alla mia vera professione" spiega Don Backy "Doveva diventare un film per ragazzi, ma l'idea non venne accettata da nessuna produzione. Mi dicevano che questa storia non era adatta ai più giovani. Io, però, avevo il desiderio di misurarmi come regista. A quel punto la macchina da presa è diventata la mia penna ed il set un foglio bianco".

 

 dalla rivista mensile RARO.  Gennaio 2003

 

Trovati in rete durante la ricerca

«Molleggiato» alla berlina
nei fumetti di Don Backy
 

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FIRENZE — Il «Clan» torna alla ribalta formato cartoon. E diventa «Clanyricon». Con le strice e le freddure alle quali Aldo Caponi ha consegnato la storia a fumetti della sua carriera. Quarant'anni di musica e non solo cominciati proprio nel «Clan» che Celentano volle, per genio e per spocchia, rompendo ogni schema anche nella valutazione dei nuovi talenti. I candidati dovevano essere quasi completamente a digiuno di musica e canto e nel vestire, in qualche modo, dovevano richiamarsi al capo, allora sedotto dal look gangster anni '30 con gessato e cappellaccio alla Bogart. Il primo acquisto del «molleggiato», fu appunto il santacrocese Aldo Caponi, ribattezzato Don Backy (forse in omaggio al Frank di Don Costa, chissà), esemplare perfetto di ciò che Adriano desiderava, ma che dimostrò subito una sensibilità artistica al di fuori di ogni discussione e una sua precisa personalità con quell'aria da monellaccio toscano. Il primo e l'ultimo rimasto a dar filo da torcere al «Re degli Ignoranti».
Il prossimo attacco sarà a fumetti?
«Non ho lavorato tanto per dirne altre due o tre a Celentano. Senza presunzione, anche senza musica riesco ad essere un'artista: da anni pubblico fumetti, ho scritto alcuni libri fra cui «C'era una volta il Clan» dove in prosa rievoco tutta la storia vera della gloria e della fine di quel sodalizio. Non posso negare che i miei anni più belli sono stati quelli e hanno influenzato tutto il mio modo di essere. La storia di Don Backy, in chiave satirica e in fumetti, non poteva dimenticare il 'Clan'…». Con tutti i suoi protagonisti: da Ricky Gianco a Guidone, da Micky Del Prete a Milena Cantù (allora fidanzata segreta di Adriano), dai «Fuggiaschi» a Gino Santercole, prima nipote e poi cognato di Celentano (sposò la sorella della sua futura moglie). Tutto questo in 156 strisce (in libreria da settembre con le edizioni «Ciligiegia Bianca») guidate dal microfono di Vincenzo Mollica, trasformato in fumetto, che chiede a Don Backy di ricordare l'arrivo alla corte di Adriano.
Che ritratto ne esce di Celentano?
«In tutta la sua ipocrisia: la caratterisca fondamentale di Adriano».
Oltre Celentano chi è colpito in modo più pungente?
«Sicuramte Claudia Mori, potente ombra al seguito del 'Ragazzo della via Gluk': 'Se avesse i tasti — si dice in fumetto — sarebbe un trombone!»
E Don Backy?
«Una lunga e dura lotta per restare a galla, tante belle cose fatte e canzoni stupende che molti non conoscono. Insomma una satira da leggere tra le righe, per niente banale e a volte amara».
Progetti musicali?
«Un singolo entro l'estate, una canzone per Sanremo 2003 (già pronta) e un Cd per la prossima primavera con tutti i miei successi 'dimenticati': 'Fuggiasco', 'Cara', 'Frasi d'amore', 'L'ombra nel sole'. Infine una commedia musicale dedicata… al 'Clan'».
Il tour 2002 invece partità proprio dalla Toscana: il 17 maggio a Groppoli (Pistoia) e il 18 a Montevarchi.
Carlo Baroni

Don Backy: nuovo cd, Sanremo 2003
e un'ironica storia a fumetti del Clan
 
. SANTA CROCE — «L'ombra nel Sole»: si chiamerà così, probabilmente, il nuovo compact disk di Don Backy. L'artista concittadino, ieri, era però addoloratissimo per il decesso, avvenuto il giorno prima, della zia Libertà Puccini Ciucci. «Lo dedicherò a lei», ha soggiunto l'autore de «L'Immensità» e di tante altre canzoni di successo. Don Backy avverte la sua santacrocesità e, in certe circostanze, l'accentua pensando alle proprie origini. Il cronista, però, sia pure con la discrezione imposta dalla particolare giornata, lo incalza e apprende che il cantautore, bravissimo anche come disegnatore, uscirà con un'opera a fumetti, intitolata «Clanirycon», sponsorizzata dallo studio Alessandro Nacci di Ponte a Egola e da altri, nella quale, in chiave satirica, farà la storia del «Clan», cioè di uno dei più prolifici sodalizi musicali che, nel 1960 e seguenti, caratterizzarono il mondo della canzone italiana.
«Non appena uscirà «Clanirycon» — ha assicurato Don Backy — verrò a Ponte a Egola per un concerto a scopo benefico». L'uomo generoso e dotato di senso umanitario emerge sempre quando si tratta di alleviare le pene dei sofferenti. Non per nulla era una delle caratteristiche da ascrivere a merito di un ragazzo che, prima di diventare in arte Don Backy, si chiamava Aldo Caponi. La primavera in atto e la prossima estate saranno un'intensa stagione di concerti per il nostro, non soltanto in Italia, tanto da ritardare, forse, l'uscita di un compact-disk di vecchi ma ancora attualissimi successi, al quale si aggiungeranno nuove, appassionanti canzoni.
La vena poetica e sentimentale di Don Backy, del resto, è ben conosciuta.
Hai qualche progetto segreto nel cassetto? La risposta è stata franca e immediata. «Scriverò una canzone, testo e musica, da inviare al Festival di Sanremo 2003. Credo che il brano che ho in testa possa avere molto successo». C'è da starne certi.
Mario Lepri